Gli effetti delle quote nelle imprese

Quali sono stati in Italia i primi effetti dell’introduzione delle quote di genere nelle società quotate in borsa? Parlano i dati

La scarsa rappresentanza delle donne nelle posizioni decisionali è uno degli elementi più evidenti dei divari di genere nel mercato del lavoro ed è comune a tutti i paesi europei, a differenza della scarsa occupazione femminile, che caratterizza soprattutto alcuni Paesi, Italia in primis.[1]

L’esperienza europea dell’ultimo decennio mostra che l’introduzione di quote di genere è la misura più efficace per migliorare la rappresentanza femminile: difficile pensare a progressi sostanziali nella presenza femminile ai vertici in paesi senza quote. Al di là della controversia sui vantaggi e gli svantaggi di una forzatura del sistema – come sono le quote – e dell’idea condivisa che in un mondo ideale in cui vale solo la meritocrazia e tutti hanno le stesse opportunità le quote non sarebbero necessarie, cosa sappiamo degli effetti delle quote? Sono davvero un male per la meritocrazia, perché impongono un vincolo costoso che limita la libertà di scelta e impone una selezione non necessariamente del miglior candidato, ma di quello che permette di soddisfare la quota? O sono invece uno strumento utile per ristabilire una corretta selezione che si è perduta?

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