Quote nei cda: la risposta del Governo italiano all’interrogazione di Alessia Mosca

Oggi è arrivata la risposta del Governo alla nostra interrogazione. Come ricorderete le richieste contenute nel testo erano due: informazioni dettagliate riguardo lo stato della realizzazione del regolamento attuativo per le società non quotate e un’azione di moral suasion da parte del Governo perché l’attuazione della legge, almeno nel suo spirito fondamentale, venisse anticipata di qualche mese mostrando un segnale in questo senso già nei rinnovi dei consigli di amministrazione previsti per questa primavera. La risposta è stata solo parzialmente soddisfacente: apprendiamo con favore, infatti, che è stato predisposto uno “schema di regolamento” per disciplinare le modalità di attuazione e i meccanismi sanzionatori nelle società pubbliche.
Questo, però, non è abbastanza: considerando il fortissimo ritardo in cui già ci troviamo, dato che il regolamento avrebbe dovuto essere adottato entro due mesi dall’entrata in vigore della legge e cioè a settembre 2011, avevamo espressamente richiesto che fossero fornite tempistiche certe e precise per la sua prossima emanazione. Questa richiesta è stata disattesa. Elusiva è stata, inoltre, anche la risposta per quanto concerne l’anticipazione dell’applicazione della legge. Non mi aspetto, ovviamente, che venga imposto il rispetto tassativo della quota del 20 per cento ma continuo a ritenere che un’azione di moral suasion da parte del Governo perché lo spirito della legge sia rispettato già dai rinnovi dei cda previsti per questa primavera costituisca l’occasione importante di dare un segnale forte, che in questo momento ritengo non possiamo permetterci di perdere. Ci tengo a ribadire, dunque, che noi continueremo a fare pressione e a portare avanti le nostre argomentazioni perché tutte le richieste avanzate nell’interrogazione trovino presto piena soddisfazione.

Qui il testo dell’interrogazione (secondo e terzo foglio, cioè: pg. 28579 e pg. 28580) e qui il testo della risposta all’interrogazione (pg. 114 e 115), riportato nel dettaglio qui a seguire con la mia replica alla risposta ricevuta.

5-06335 Fulvi e Mosca: Applicazione della legge n. 120 del 2011, in materia di parità di accesso agli organi di amministrazione e controllo delle società, nelle società controllate da pubbliche amministrazioni.

TESTO DELLA RISPOSTA

Con l’interrogazione a risposta immediata in Commissione gli Onorevoli Fulvi e Mosca chiedono notizie in ordine alla stato di attuazione della legge 12 luglio 2011, n. 120, concernente la parità di accesso agli organi di amministrazione e di controllo delle società quotate e non in mercati regolamentati.
Al riguardo, la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, per gli aspetti di propria competenza, ha comunicato che, in attuazione dei nuovi commi, 1-ter dell’articolo 147-ter e 1-bis dell’articolo 148 del decreto legislativo n. 58 del 1998 (Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria) introdotti dalla citata legge n. 120 del 12 luglio 2011, con delibera n. 18098 dell’8 febbraio 2012, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 40 del 17 febbraio 2012 ed entrata in vigore il 18 febbraio 2012, ha proceduto ad emendare il Regolamento Emittenti mediante l’inserimento di un apposito articolo (l’articolo 144-undecies) volto a garantire il rispetto di un equilibrio tra i generi nella composizione degli organi di amministrazione e controllo.
Nello specifico, le disposizioni in materia di «quote rosa» adottate dalla Consob, nel rispetto delle previsioni di legge in materia di riparto tra i generi, demandano ad apposite previsioni statutarie delle società quotate la disciplina delle modalità di formazione delle liste per l’elezione dei componenti degli organi sociali, la prescrizione del criterio di arrotondamento per eccesso nell’unità superiore nel caso il riparto non dia luogo a un numero intero e indica i termini e le modalità per l’applicazione, in caso di inottemperanza, delle sanzioni da parte della Consob.
Con particolare riguardo alla nomina, la citata delibera prevede che gli statuti delle società quotate definiscano le modalità con cui il rispetto delle quote di gemere si coordini con le quote di lista, con l’unico limite di non poter imporre il rispetto di criteri di riparto tra generi a liste che contengano meno di tre candidati; ciò al fine di non rendere eccessivamente onerosa per i soci la selezione dei candidati al ruolo di amministratori di minoranza.
Per quanto concerne, infine, l’emanazione del Regolamento previsto dall’articolo 3, comma 2, della citata legge 120 del 2011, per le società non quotate, la cui disciplina di attuazione è demandata ad un Regolamento da emanarsi con decreto del Presidente della Repubblica, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge del 23 agosto 1988, n. 400, sentito il parere del Consiglio di Stato, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha effettuato la relativa istruttoria, con il coinvolgimento anche degli Uffici del Dipartimento per le Pari Opportunità, competente per materia.
È stato, pertanto, predisposto uno schema di Regolamento, che prevede, in coerenza con il disposi normativo, un sistema di monitoraggio sull’attuazione della normativa presso le società a controllo pubblico, oltre ad un meccanismo sanzionatorio, in caso di inosservanza, al fine di garantire il rispetto del principio di equilibrio tra i generi.
Il Ministro dell’Economia e delle Finanza, per garantire la coerenza di tale disciplina attuativa con quella prevista per le società quotate, sottoporrà in via preventiva il suddetto Regolamento anche alla Consob, per acquisire un ulteriore parere.
Per quanto concerne, infine, i termini di attuazione della disciplina in questione, si fa presente che, ai sensi dell’articolo 2 della citata legge n. 120 del 2011, l’applicazione avrà luogo con i rinnovi degli Organi successivi a luglio 2012.


REPLICA ALLA RISPOSTA ALL’INTERROGAZIONE
Alessia Maria MOSCA (PD) rileva come la risposta fornita dal sottosegretario risulti tranquillizzante per la parte in cui si rende noto che è stato predisposto lo schema di regolamento governativo necessario per l’applicazione della legge n. 120 del 2011 alle società controllate da pubbliche amministrazioni.
Evidenzia, tuttavia, come l’interrogazione chiedesse anche di sapere quando tale regolamento, i cui termini di emanazione sono già ampiamente scaduti, sarà effettivamente adottato, ritenendo a tale riguardo opportuno che la Commissione possa disporre del predetto schema.
Si dichiara invece insoddisfatta per il fatto che la risposta non fornisce alcuna indicazione circa l’eventuale intenzione del Governo di dare indicazione, alle sei società partecipate pubbliche che rinnoveranno i propri organi di amministrazione e controllo nei prossimi mesi, di recepire, anche solo in maniera parziale, il dettato della predetta legge n. 120 prima ancora della sua applicazione, la quale è prevista a decorrere dal primo rinnovo dei predetti organi successivo ad un anno dalla data di entrata in vigore della legge stessa.

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